DISEGNIAMO IL FUTURO. CAMBIAMO IL PRESENTE.
dal 22 maggio al 7 giugno

La presentazione ufficiale del Festival alla sede della Stampa Estera

Il primo Festival italiano sul tema, in 17 giorni, oltre 200 eventi. Giovannini: “Siamo un Paese in via di sviluppo sostenibile. Sensibilizzeremo gli italiani”.

“Due parole: sviluppo e futuro. Ecco la sintesi di ciò che vogliamo promuovere: oggi siamo quasi condannati al presente, invece dobbiamo avere l’ambizione di guardare al futuro” così il presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini ha introdotto la presentazione ufficiale ai media del Festival dello Sviluppo Sostenibile, tenutasi oggi alla sede dell'Associazione della Stampa Estera, a Roma.

Benché l'84% degli italiani si dica favorevole a politiche per lo sviluppo sostenibile, solo tre su dieci conoscono effettivamente gli SDGs1. Ecco perché l'ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha organizzato il primo Festival in Italia legato a questi temi, affinché sempre più cittadini, imprese, associazioni, rappresentanti politici, pubbliche amministrazioni, enti locali e mondo accademico e della ricerca possano venire coinvolti in un percorso comune, per il raggiungimento di questi ambiziosi Obiettivi condivisi dai 193 Paesi delle Nazioni Unite, con la firma del 2015.

In calendario dal 22 maggio al 7 giugno, il Festival conta, tra convegni, dibattiti, iniziative culturali e workshop, più di 200 eventi organizzati dagli oltre 160 aderenti all'Alleanza su tutto il territorio italiano, “Una mobilitazione che denota una straordinaria vitalità del nostro Paese e dell’interesse per queste tematiche”, sottolinea Stefanini. E per tutti gli eventi è prevista una compensazione green, ovvero un riequilibrio di Co2 tramite la piantumazione di nuovi alberi, come ci tiene a far sapere il portavoce dell'ASviS Enrico Giovannini, il quale ha spiegato che “Lo scopo del Festival è diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e centrale nell’agenda politica, e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs”.

Dopo i saluti del presidente dell'Associazione della Stampa Estera Philip Willan, e gli interventi di Stefanini e Giovannini, hanno offerto la loro prospettiva anche alcuni dei partner del Festival, spiegando l'importante contributo che il mondo economico e imprenditoriale può e deve dare in questi nuovi scenari di crescita.

“La presenza di Enel a sostegno del Festival è stata una cosa naturale. Non una scelta, ma una necessità”, ha dichiarato Andrea Valcalda, Head of Sustainability dell'azienda energetica, “Già da tempo abbiamo preso impegni quantitativi su quattro Obiettivi che sono diventati una guida sia per il nostro business sia per il nostro rapporto con le comunità e i territori in cui lavoriamo. Anche i nostri investitori ne sono consapevoli: ne rendicontiamo loro l'andamento in maniera continua”.

Per Maurizio Beretta, responsabile Group Identity & Communication dell'UniCredit, la sostenibilità è parte del dna di UniCredit da molto tempo: “Siamo stati tra le prime banche europee impegnate in questo ambito. Personalmente mi piace citare una straordinaria figura come il pontefice che ha dato una nuova visione: il mondo non è un’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri genitori, ma un prestito che dobbiamo restituire ai nostri figli”.

Ma se la sostenibilità è quello che facciamo tutti i giorni, come ha affermato Marisa Parmigiani, responsabile Sostenibilità del Gruppo Unipol, quale deve essere il ruolo non solo dei cittadini ma anche degli investitori?

“Noi rivolgiamo un'attenzione particolare alle piccole-medie imprese per aiutarle nella transizione verso un mondo digitalizzato e in continuo cambiamento. Nessuno ha la ricetta perfetta, ma ci metteremo in discussione per misurare il contributo di Unipol. Gli investitori mantengono l’attenzione verso questo modello di business perché lo considerano più sicuro”.

Per Davide Nespolo, responsabile CSR di Wind Tre: “L’Agenda 2030 è un’agenda di scenario e di cambiamento e innovazione radicali in un periodo limitato ma i tempi sono maturi. I processi di economia circolare ora sono nei Power point delle aziende di consulenza. Big data, Internet of things, servizi smart che consentono di rendere più efficiente l’utilizzo di qualsiasi risorsa: Wind Tre è impegnata proprio su questi aspetti”.

In chiusura, un riferimento alla speranza è arrivato da Francesco La Camera, direttore generale del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, riferendosi a “Una collaborazione naturale e necessaria quanto più estesa per pensare di poter riuscire in questi Obiettivi”.

La scelta della sede dell'Associazione della Stampa estera non stata casuale. Se per un verso si è voluto sottolineare il carattere globale di un percorso che riguarda la crescita e il benessere di tutti i cittadini del Pianeta, dall'altro si è posto l'accento sull'importanza che riveste un'informazione puntuale, rivolta a tutti i segmenti della società, nei processi decisionali che orientano le scelte quotidiane, politiche ed economiche. Non meno rilevante l'idea che per tracciare una roadmap condivisa da tutti gli stakeholder, il primo passo fosse abbracciare quante più realtà possibili, evitando di caratterizzare il Festival e in generale il lavoro dell'ASviS con una sede politica, sindacale o aziendale.

“Rispetto ai 17 SDGs, l'Italia compare nella ‘zona rossa’, cioè in una condizione critica, in sette obiettivi: educazione, occupazione, disuguaglianze, consumo responsabile, lotta contro il cambiamento climatico, pace e giustizia, e partnership e in quella ‘gialla’ nei rimanenti 10, mentre in nessun caso rientra in quella ‘verde’, cioè in linea con gli obiettivi”, ha puntualizzato Giovannini, “Ecco perché l'Italia è un Paese in via di sviluppo sostenibile”.

 

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Programma della conferenza stampa

Catalogo degli eventi del Festival

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Focus di approfondimento sugli SDGs

Scheda sintesi Festival

La presentazione di Enrico Giovannini

Intervista ad Andrea Valcalda, Head of sustainability, Enel

 

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1 Fonte: X Rapporto dell’Osservatorio Europeo sulla sicurezza, realizzato da Demos & Pi e Osservatorio di Pavia per Fondazione Unipolis. Sondaggio realizzato con metodo CATI su cinque paesi Europei (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna su un campione di 5000 casi (1000 per ciascun Paese).

 

 

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